Decreto attuativo in arrivo, piattaforma GSE attesa entro giugno. Tutto ciò che le imprese devono conoscere.
L’iperammortamento 2026 ha raggiunto un punto di svolta. Con il DL 38/2026, pubblicato il 27 marzo 2026, è stata abrogata la clausola che subordinava l’agevolazione all’origine europea dei beni. Il decreto attuativo MEF-MIMIT è in fase di finalizzazione e la piattaforma GSE dovrebbe diventare operativa entro giugno 2026.
La misura è disciplinata dall’art. 94 della Legge di Bilancio 2026 (commi 427 e seguenti della L. 199/2025) e prevede la maggiorazione del costo fiscalmente rilevante ai fini IRES e IRPEF per gli investimenti in beni strumentali nuovi, funzionali alla trasformazione tecnologica e digitale secondo il paradigma 4.0. L’agevolazione opera esclusivamente ai fini della determinazione delle quote di ammortamento e dei canoni di leasing deducibili. Le aliquote di maggiorazione variano per fasce di investimento: 180% fino a 2,5 milioni di euro, 100% sulla quota da 2,5 a 10 milioni, 50% sulla quota da 10 a 20 milioni.
Novità principali
La modifica più rilevante introdotta dal DL 38/2026 riguarda la soppressione del vincolo che limitava l’ammissibilità ai soli beni prodotti nell’UE o nel SEE. Il provvedimento, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 marzo 2026, ha abrogato questa clausola, consentendo ora anche la finalizzazione del decreto attuativo che era rimasto in attesa proprio per le incertezze su questo punto.
Effetto retroattivo confermato
La soppressione della clausola Made in EU ha efficacia retroattiva dal 1° gennaio 2026. Gli investimenti avviati dall’inizio dell’anno rientrano nella misura indipendentemente dall’origine geografica dei beni.
Eccezione per il fotovoltaico
Per l’autoproduzione da fonte solare resta una disciplina distinta. Sono agevolabili solo i moduli fotovoltaici ricompresi nelle categorie specificamente individuate dalla norma, con una platea di fornitori più limitata rispetto agli altri beni strumentali.
In occasione di un webinar Confindustria, Marco Calabrò, Capo Dipartimento per le Politiche per le Imprese del MIMIT, ha indicato che il lavoro tecnico sui testi è sostanzialmente concluso. Una volta completata la registrazione da parte della Corte dei Conti e pubblicato il provvedimento in Gazzetta Ufficiale, la piattaforma GSE dovrebbe diventare operativa intorno a metà giugno 2026.
Iter procedurale
Per accedere al beneficio le imprese dovranno trasmettere telematicamente le comunicazioni previste tramite la piattaforma GSE. La bozza di decreto ne conferma tre: la comunicazione preventiva, quella di conferma e quella di completamento. Da un convegno Confindustria è emersa l’ipotesi di una quarta comunicazione annuale di monitoraggio, richiesta dalla Ragioneria dello Stato per rendicontare le risorse pubbliche impiegate. La conferma definitiva dipende dal testo che verrà pubblicato.
Spettanza e fruizione: due momenti distinti
Il diritto all’agevolazione (spettanza) matura con la trasmissione della comunicazione di completamento al GSE. La concreta utilizzabilità del beneficio (fruizione) presuppone invece l’esito positivo delle verifiche GSE e l’entrata in funzione del bene. Per gli investimenti in fonti rinnovabili, tra le due date possono trascorrere anche diversi mesi.
Modalità di investimento
Secondo la posizione espressa dal MIMIT, il leasing finanziario dovrebbe rientrare tra le modalità agevolabili, a condizione che il contratto preveda l’obbligo di riscatto finale. Il completamento dell’investimento coincide con la data di consegna del bene, certificata dal verbale di consegna. La durata contrattuale non deve essere necessariamente contenuta entro cinque anni. Queste indicazioni sono tuttavia subordinate alla conferma nel testo definitivo del decreto, oggetto di accordo con il MEF.
Sempre secondo il MIMIT, anche i canoni annuali relativi a nuovi software in abbonamento (SaaS) dovrebbero risultare agevolabili, con esclusione dei rinnovi. La base di calcolo sarà il valore annuale del canone. Anche su questo punto la conferma definitiva dipende dalla pubblicazione del decreto.
La bozza del decreto attuativo prevede che la perizia asseverata sia richiesta per qualsiasi investimento, indipendentemente dall’importo. Viene così eliminata la soglia dei 300.000 euro che in passato consentiva al legale rappresentante di ricorrere all’autodichiarazione. L’obbligo generalizzato sarà definitivamente confermato con la pubblicazione del provvedimento. I professionisti incaricati della perizia devono essere in possesso di adeguata copertura assicurativa.
Beni agevolabili
I beni ammissibili sono elencati negli Allegati IV e V alla Legge di Bilancio 2026, che sostituiscono i precedenti Allegati A e B della L. 232/2016 e incorporano tecnologie più recenti. Per accedere all’agevolazione i beni devono essere materiali o immateriali, strumentali, nuovi e interconnessi al sistema aziendale.
Sistemi di accumulo energia
Gli impianti di stoccaggio sono agevolabili solo se collegati a un investimento in fonti rinnovabili per l’autoconsumo. Non rientra nella misura il solo acquisto di batterie da installare su impianti fotovoltaici già esistenti. Il MIMIT ha tuttavia precisato che gli impianti di stoccaggio possono essere agevolati in modo autonomo, purché siano proporzionati all’energia prodotta per l’autoconsumo.
La misura è cumulabile con altri incentivi pubblici, a condizione che non venga superato il costo complessivo sostenuto e che le stesse quote di costo ammissibile non vengano finanziate due volte. Si applica il principio della nettizzazione, per cui la base di calcolo dell’iperammortamento è assunta al netto di qualsiasi altra sovvenzione già ricevuta per i medesimi costi.
Guida operativa
La struttura procedurale dell’iperammortamento 2026 è più articolata rispetto agli strumenti precedenti: prevede comunicazioni obbligatorie in sequenza, una perizia asseverata e scadenze precise. Una preparazione adeguata consente di rispettare i tempi e di accedere al beneficio senza ritardi.
Il decreto attuativo non è un prerequisito per investire
Il diritto alla maggiorazione del costo è stabilito dalla L. 199/2025 e non è condizionato alla pubblicazione del decreto attuativo. Le imprese che intendono investire in beni strumentali 4.0 possono avviare gli acquisti già ora, beneficiando della maggiorazione del 180% del costo per la quota fino a 2,5 milioni di euro. Il decreto definirà le procedure operative (modulistica, comunicazioni, tempi di risposta del GSE), ma non incide sul diritto sostanziale già riconosciuto dalla legge.
Riferimenti normativi